Un saluto a tutti amici e amiche, mancano ufficialmente 6 mesi al prossimo Scooter Racing Day, con calma incalzante ci stiamo avvicinando ad un momento che in molti stanno aspettando dallo scorso maggio nelle prossime settimane vi riveleremo tutti i dettagli. Ma tornando allo scorso 31 maggio 2025 al primo evento abbiamo visto mezzi fuori di testa, chiaramente tutti kittati per la pista, sapevo che uno sarebbe venuto ma alla fine non è riuscito a esserci! Fun Fact, ogni mezzo che è stato pubblicato negli scorsi Scooter del Mese era presente all’evento, mentre questo no, anche se so che un certo Espofast già ve lo ha raccontato un pochino su Instagram o TikTok, noi invece, oggi lo scopriremo in ogni suo dettaglio.

Oggi parliamo di un altra icona del mondo Scooter, uno dei mezzi che ha segnato il proprio nome nell’olimpo degli scooter più desiderati dai giovani e non. È sicuramente il modello che ha subito le peggio torture dai tuner di mezza europa, e ha visto più saldatrici quel telaio rispatto a qualsiasi altro scooter sulla faccia del nostro suolo terracqueo. Tranquilli se non capite, adesso vi addolcisco la pillola.

Il Booster o BWS essendo motorizzato Yamaha Minarelli Verticale, presenta un ostacolo per chi desidera avere un mezzo leggero, compatto, e con gli stessi cavalli che poteva fare la controparte orizzontale o Piaggio a liquido. Durante l’epoca d’oro di questi mezzi, le case madri non hanno mai deciso di proporre kit di trasformazione performanti da tenere testa alle controparti a liquido su base orizzontale. Quindi era divenuta quasi una routine, spogliarlo totalmente a telaio e swapparci ogni tipologia di blocco motore e motorizzazione, per farlo però si era praticamente costretti ad arrangiarsi per adattare qualcosa che di base non poteva essere montato, bisognava praticamente rifare i connotati da zero a tutto il mezzo. E credetemi se vi dico che sto letteralmente minimizzando questo aspetto. Chiunque abbia posseduto un Booster in giovane età ha sicuramente pensato di cambiare il blocco motore con una base più performante, anche voi puristi, vi vedo, lo so che avete avuto almeno una volta il guizzo di provare l’ebrezza di passare al lato oscuro delle termiche nella posizione orizzontale. In questa gallery ho pescato qualche foto a caso di mezzi elaborati più di 20’anni fa, giusto per farvi capire già a che livello si era arrivati, senza le comodità che ci offrono i tempi di oggi.

Ma il Booster che vi mostrerò oggi NO, non ha fatto nessuno swap, e vi assicuro che va come un razzo!
Il candidato di questo primissimo Scooter del Mese 2026 è l’MBK Booster di ScooterRestore alias di Andrea Fumagalli, appassionato di Booster da prima che iniziasse a gattonare. Questo non è un Booster come tanti, tutt’altro, è letteralmente un pacchetto pronto pista con un look da concorso. E sono sicuro che in molti avranno strabuzzato gli occhi la prima volta che l’hanno visto in rete. Io sono uno tra questi! Ma bando alle ciance, iniziamo…

Ora come al solito, visto che le feste non sono ancora finite, prendetevi uno snack leggero, qualcosa da bere, lascio a voi la scelta, io andrò di Tachifludec un pochino di musica e andiamo a fare quattro chiacchiere con Andrea.


[Andrea] Ma Jaco, scolta la prima domanda non è tipo come quelli che fanno i reel e ti chiedono “Wow adoro la tua macchina, che lavoro fai per permettertela?”

[SRD] A dire la verità ne avrei una più personale Fuma!

[Andrea] Addirittura? Spara dai…

[SRD] Vado. “Ciao Andrea e benvenuto sulle pagine non patinate dello Scooter Racing Day, che però ti sei perso, nonostante fossi tra i primi e più interessati, cosa c***o è successo?

[Andrea] Ciao Jaco, e grazie. Ti riassumo tutto in tre parole: lavoro, casa e famiglia!

[SRD] La santa trinità delle responsabilità! Quindi adesso arriviamo alla domanda, “Ma quanto guadagni per permetterti un Booster così “per accompagnare solo“?! (domanda posta in maniera imbarazzante ma che potrebbe realmente interessare a qualcuno)

[Andrea] A dire il vero è tutto ricavo dell’officina, pezzin, pezzetto l’ho messo sul mezzo per completarlo, ma facendo due conti, penso di essere arrivato sulle 7000€ di componenti, senza contare le ore interminabili di sviluppo! Anche perché per il booster non c’è nulla di pronto e monta, se vuoi montare una cosa devi fare mille modifiche ad ogni pezzo per adattarlo.. (va avanti per altri 5 minuti abbondanti a spiegarmi cosa dovuto adattare e la lista è bella lunga) e cerchi anche il massimo della praticità, perché se una carena la monti con dieci viti, devi fare un setup è chiaro che quella carena non può avere 10 viti ma due, quattro. Quindi adatta tutto, in maniera bella, funzionale in modo che con due viti viene via una carena fai quello che devi fare e in 30 secondi rimonti tutto.

[SRD] Le ore di sviluppo non si mettono mai in conto, perché altrimenti ci ricoverano in psichiatria seduta stante, scherzi a parte, torniamo un attimo seri perché nonostante stiamo andando a braccio senza domande scritte, cerco di andare per gradi per non perdere il filo conduttore. Noi ci conosciamo ancora dai vecchi tempi del 2012, dove avevi presentato il “Pagliaccio” allo Scooter Weenkend a Varano aka il Festival delle Mosche. Dopo svariati anni, ti sei approcciato nei campionati amatoriali su pista con l’ Aerox

[Andrea] IL TITANIC!

[SRD] ridacchio mentre vado avanti…successivamente con il Jog Martini, e dopo di chè tiri fuori un Booster di questa caratura. Spiegami un po’ come ci sei arrivato!

[Andrea] F**a ma mi stai chiedendo di riassumerti alla veloce 13’anni di vita scooteristica?

[SRD] Da uno a dieci? SI..

[Andrea] Tralasciando lo scooter “tiuningc”, le mie prime esperienze in pista ma in ambito DragRace le ho fatte inizialmente con il Sasha, (Booster da Dragster per i non addetti ai lavori) che usai anche durante la NightRace a Varano e durante l’IDC (Italian Dragster Championship)…

[SRD] Ricordo, che spettacolo tutte quelle lucine...

Ops scusate mi è scappato il meme! (..non mi scuso)

[Andrea] Si mi sono divertito tantissimo, tralasciando le mosche. Comunque dopo l’esperienza Drag che è durata svariato tempo, sono passato a correre sulle piste con le curve con anche dei discreti risultati, con il Titanic (l’Aerox) avevo un buon feeling nonostante fosse un barcone.

L’anno successivo sono passato al Jog Martini, andavo pure forte, grazie anche ad un corso di guida e per farti un esempio a Ottobiano, avevo abbassato di 9 secondi il mio miglior tempo passando dall’Aerox al Jog. Ma il Jog ha un’impostazione di guida che non mi piace, stavo troppo alto, essendo io un nanetto, quindi non mi sentivo a mio agio. Andando avanti veloce nel tempo, arriviamo al 2020, dove ho smantellato ogni mezzo che avevo in garage, ho venduto tutto, tranne qualche cimelio che ancora conservo. Poi dopo il COVID è arrivato il Booster, che sostanzialmente è nato come mezzo della domenica per pascolare in pista, nasceva con un TPR ad aria e poi mentre sei in pista a pascolare bello sciallo, passano gli altri che ti tirano le “scoppole” in faccia ti dici “bello sciallo NO”, c’è bisogno…

[SRD] … della ciccia, quella sostanziosa! Bisogna far capire alla gente come funziona quà!

[Andrea] Bravo, c’è bisogno di far capire alla gente che “Gatto solo motore” [.citazione] non è soltanto una frase detta così a caso! Se lo ritrovo, ti devo girare l’audio che aveva fatto Sabbo della battaglia Gatto vs Raccagni. (scusate dovevo metterla perché è si una citazione per pochi ma nel caso volessero vi pubblicheremo l’audio nelle stories della pagina o direttamente qui)

[SRD] Allora andiamo subito al sodo della faccenda, perché qui di carne al fuoco ne abbiamo tanta e c’è tanto da dire. Il kit f1 di Braz: raccontamelo perché non so molto, cosa ha sviluppato quel matto da corsa. (argomento che approfondiremo maggiormente durante l’articolo)

[Andrea] La prerogativa era di rimanere con il blocco motore verticale, in primis, la sfida per orgoglio personale, farlo andare come se fosse un orizzontale. Sono tutti buoni a trapiantare un blocco Malossi, montarci sopra un 2Fast 100cc e tirargli fuori una quantità spropositata di potenza. Io volevo dimostrare che è possibile rendere divertentissimo anche un blocco verticale senza dover pensare di agire anche a livello di telaietto e swap di blocco motore, andando poi anche a snaturare ciò che è un Booster. Il Kit F1 lo stavo tenendo d’occhio ma era una spesa che inizialmente non pensavo di affrontare, poi il caso vuole che per lavoro mi alzavo alle 4 del mattino e alle 5 vedo l’annuncio di un ragazzo che stava mettendo in vendita un kit verticale con la basetta F1 ma ha abbandonato il progetto praticamente all’inizio. Quindi niente mi è salita la scimmia ed avendo già voglia di metterci le mani mi sono detto “perché non farlo” e mi sono fiondato a prenderlo. Una volta messo sul banco ho deciso di farlo più mio, così ho ripreso in mano ogni componente e l’ho “addomesticata” al mio volere. Adesso ho un pacchetto motore divertentissimo per la pista eccetto per un somaro che lo guida.

[SRD] L’importante è che piaccia a te e che ti faccia divertire, poi per quanto riguarda il resto telaio, ciclistica, sei già soddisfatto oppure pensi di fare degli upgrade futuri?

[Andrea] inizialmente pensavo effettivamente che avrei dovuto farli, ma sin dalle prime prove in pista ho un feeling che mai mi sarei aspettato, chiaro ho dovuto fare i vari aggiustamenti, ma l’rs24 tarato a puntino si comporta a meraviglia, l’anteriore è molto sincero e stabile. Devo dire che già così sono molto soddisfatto, poi se un domani avrò bisogno dell’ammortizzatore posteriore con ventimila regolazioni e dell’anteriore da motogp ci penserò, ma al momento però non ho il minimo pensiero di dover modificare un progetto che ritengo praticamente già ottimo, ora voglio solo consumare gomme e saponette.

[SRD] Fantastico, grazie Fuma! Io se non ti dispiace andrei a scrivere l’articolo, ti lascio bestemmiare dietro a quel carburatore con la miscela al 20%!


Lo ammetto siamo rimasti al telefono per più di un’ora mentre Andrea mi raccontava ogni dettaglio del Booster e cercava di far ripartire il mezzo di un suo cliente. Ricordando i vecchi tempi degli scooter weekend a Varano, a Franciacorta e sprofondare nella nostalgia di tantissimi momenti condivisi e non, ti fa perdere la cognizione del tempo. Ma andiamo avanti a raccontarvi del protagonista di questo articolo.

Visto il periodo festivo, direi che il Boosterello lo “scartiamo” come se fosse un regalo.

Come livrea ed estetica è stato scelto da Andrea un insieme di tre colori, un grigio pastello che fa da colore predominante, un nero lucido che funge da “smagritore” poi vi spiego meglio il termine, e per contrastare un giallo fluo per alcuni dettagli e la semplice ma efficacie linea che si estende dal musetto fino al codone posteriore. Ora, ho usato un termine mio, inventato, “smagritore” è grammaticalmente sbagliato ma sostanzialmente con questo nero lucido serve creare un effetto ottico a contrasto, snellendo in piena vista una parte che se fosse in monocolore avrebbe un impatto più “pesante” alla vista. Vi mostro un esempio praticissimo:

All’anteriore troviamo una carenatura BCD con un l’alloggiamento per le ottiche già integrato, al loro interno sono stati eliminati tali alloggiamenti e sostituiti da delle placchette di puro carbonio. Anche qui Andrea ha giocato con il binomio chiaro/scuro per togliere l’effetto becco d’anatra, assottigliando la parte laterale del muso.

Nascosta alla vista, sotto al musetto troviamo un piantone di sterzo 4Race di derivazione Yamaha Jog RR, ad esso sono affrancati degli steli Fastace una chincaglieria oramai fuori produzione da svariati anni, e dalla regia tengono a precisare che sono steli originali, e non delle repliche Cinesi. Sullo stelo sinistro potete scorgere un convogliatore di raffreddamento fatto in carbonio, che nasconde e porta aria ad una pinza RPM a quattro pistoncini la quale sbrana un disco freno Stage6 by R&D da 250mm con nottolini modificati. Adattato agli steli forcella Fastace ADX01-RCP, troviamo un cerchio da 12″ di derivazione sempre Jog RR.

Al di sopra di tutto l’avantreno, troviamo il manubrio di serie, impreziosito da un cupolino stampato in 3d da RDF3D che permette di alloggiare una strumentazione PzRacing Start Next ST400 con acquisizione dati e GPS a 50hz, sulla sua destra è stato montato uno strumentino di misurazione temperatura acqua di Stage6 by Koso.

A completare il manubrio sul lato destro, troviamo un pompante freno Adelin PX-1 con serbatoio dell’olio separato ed un comando del gas rapido, in fine il tocco di classe i para leve in acciaio con colorazione carbon look.

Passando alla parte posteriore, iniziamo con la sella, un piccolo gioiello firmato Borsati Selle, con tessuto di alcantara, una sella fatta su misura dalle abili mani di Dario, la quale è stata rimodellata per darle un profilo più basso e una scorrevolezza sulla pelle della tuta in modo da potersi muovere agilmente su di essa nei cambi di direzione repentini senza rovinare il tessuto. Il tutto mantenendo un look pulito, minimale, ma al tempo stesso si fonde perfettamente con il resto dello scooter. Posto dietro alla sella troviamo il portapacchi originale MBK, il quale è funzionale per le imbracature durante il trasporto in furgone e anche per tenere salda e ferma la carena posteriore che adesso vedremo.

Al di sotto della sella, troviamo un altro cimelio del passato, una carena SL Technologie oramai introvabile anche su google immagini, la carena è stata modificata nella parte del vano ispezione, che di base non è presente. Andrea per poter alloggiare la barra anti torsione ha dovuto praticare dei fori funzionali sia per l’alloggiamento della barra che per far arrivare un poco di aria fresca al lato motore.

Rimanendo in zona centrale e terminando con la parte estetica troviamo la pedana originale ed il sotto pedana sempre originale di mamma MBK, su ambo i lati potete notare che sono state collocate due pedaline retrattili e regolabili, e due bilancieri anodizzati rosa. Non ho chiesto ad Andrea di smontarmi lo scooter per farmi vedere ogni dettaglio al di sotto della sua pelle in vetroresina e plastica. Ma mi ha assicurato che il telaio è stato sottoposto a modifiche, per la precisione sono stati saldati fazzoletti di rinforzo nei punti di maggior torsione, è stata creata adattata una barra di rinforzo ed in ultimo ma non meno importante è stato modificato il telaietto reggi blocco rendendolo fisso e non mobile. Terminando la ciclistica, al posteriore troviamo un ammortizzatore Malossi-Paioli RS24, abbinato a delle ganasce malossi che graffiano l’interno di un cerchio originale Yamaha Jog RR.

E finalmente siamo arrivati all’elefante nella stanza, il blocco motore.

Analizziamo il KIT F1 by BrazParts

Il kit di Braz è composto da una base di 3 elementi, basetta completa di aspirazione lamellare e alloggio per la termica Stage6 r/t compatibile sia con il 70cc che con il 94cc, flangia da apporre tra i due semicarter yamaha/minarelli verticale e scarico su misura.

Nel caso di Andrea il suo kit è lievemente differente come configurazione ha optato per aumentare la cubatura del motore maggiorandone la corsa, portandola da 39.2mm a 44mm, infatti come albero come potete vedere nelle fotografie sopra, è stato utilizzato un albero 2fast con la corsa maggiorata ed una biella da 90mm. La termica è stata ovviamente lavorata per andare a riprendere le corrette geometrie vista la corsa maggiorata, ed il risultato è veramente pregevole.

Andando avanti con la lista delle componenti, come avete visto dalla foto precedente come accensione Andrea ha optato per la VERA bionda di casa Malossi, la Selettra. Su di lei non serve dire altro, oltre al fatto che gira con il piattello di appesantimento. A raffreddare i bollenti spiriti di questo verticale incazzato con la vita, sono due radiatori gemelli di casa Kawasaki in accoppiata ad una pompa acqua elettrica Bosh abilmente nascosta nel sottopedana, conoscendo quel perfezionista di Fumagalli le ha pure fatto una scatoletta coibentata con antivibrante. Il resto del comparto di raffreddamento vede raccordi in rame fatti su misura dallo stesso Andrea e tubi siliconici da Kart.

L’alimentazione è forse la parte più complessa e dove è stato speso il maggior sviluppo dopo la termica, riuscire a trovare la giusta quadra tra pacco lamellare, collettore e carburatore ha messo a dura prova la pazienza del nostro amico Lombardo, ma alla fine la quadra dopo settimane di prove è stata trovata abbinando un pacco lamellare Polini con lamelle in carbonio Stage6 e un collettore Top Performance rigido. Come carburatore è stato selezionato un Dell’orto VHST da 28 by R&D strombato abbinato ad un filtro a spugna RamAir.

La trasmissione purtroppo non è stata fotografata, ma non troviamo nulla di estremo o poco convenzionale, infatti Andrea ha optato per utilizzare il vecchio kit OverRange di Malossi, composto da variatore Multivar MHR e correttori di coppia. Come rapportatura abbiamo dei Polini 13.44 come primaria e dei secondari di derivazione Yamaha/Aerox originali.

Lo scarico del Kit F1 è sicuramente una delle parti che preferisco a livello estetico, poi ovviamente a livello di performance è stata studiata appositamente per questo kit e viene realizzata interamente a mano. Oltretutto visto che il diavolo lo si vede nei dettagli, tutta la parte iniziale è stata fasciata dal collettore fino alla prima sezione del pancione di questo Pavarotti in lamiera. A mantenere lo scarico in questa curiosa posizione troviamo una staffa in Carbonio che è collegata al Torsen WD di Polini.

Un altro tocco di stile è il coperchio paracadute per l’accensione, ricavato a misura da una lastra di carbonio.

I dettagli di questo mezzo sono veramente tanti, e l’ho apprezzato sin dalla prima volta che lo vidi per caso sul feed di instagram, senza nemmeno sapere che fosse di Andrea al tempo. È veramente un Booster Spirit degno di nota che si fa vedere per le linee aggressive ed eleganti, che mostra gli attributi senza dover rinunciare alla sua anima forse un po’ sfortunata e bistrattata dalle aziende produttrici di componenti, costringendo agli appassionati a doversi adattare in ogni maniera. Prima di terminare, ricordo ancora svariati anni fa quando il team Cristofolini presentò il suo kit T.C.R. 70cc a liquido per Booster, era una rivoluzione, ma peccato che poi altre aziende del settore non abbiano seguito anche loro questo trend provando a puntare sul mercato degli appassionati di un mezzo che ha veramente dato tutto se stesso per oltre 2 generazioni di giovani.


Ultime cosine, Andrea sono stato onorato e ti ringrazio di aver potuto scrivere queste righe sul tuo Booster, avrei voluto fare io lo shooting ma purtroppo abbiamo organizzato tutto all’ultimo minuto e spero di riuscire a vedere in azione questo mezzo al prossimo Scooter Racing Day. Come al solito ragazzi vi lascio qui sotto una gallery ricolma di fotografie, fateci sapere cosa ne pensate di questo “Boosterello Paxxerello” qui nei commenti e ci vediamo nei prossimi articoletti.

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