Abbiamo iniziato con le bombe per lo Scooter del Mese di Ottobre, ed è giustissimo proseguire con chi le bombe, o meglio le “Cannonate” le lancia dal suo “Veliero” questo è il nomignolo riferito al Piaggio Diesis del GuzzGarage. Ora si sa che ogni mezzo kittato da pista diventa sempre più accattivante rispetto alla controparte stradale, che personalmente trovo tremendamente noiosa, ma questo Diesis è ancora più particolare in quanto deve battagliare tra i cordoli contro uno stormo di Piaggio ZIP SP che dominano da oltre 20’anni i campi di gara del campionato Malossi.
In questo caso è difficilissimo capire da che parte iniziare, se dal pilota, dal mezzo, ma credo che creare un pò di contesto per capire meglio di cosa e chi stiamo realmente parlando sia doveroso, quindi più che l’inizio di un articolo sarà più un racconto.
Ora cercate di immedesimarvi in questa situazione: Avete appena vinto il campionato Italiano Malossi della categoria regina 94cc con 6 soli punti dall’inseguitore su di uno ZIP SP MKI, pochi mesi dopo Malossi presenta all’EICMA il nuovo 100cc che sostituirà il 94cc per il campionato e pensate: “Quasi, quasi, il prossimo anno faccio la stagione con un Diesis.” La prima cosa che si dice a uno così “Smetla d’fè l’imbazel, va la” tradotto dal romagnolo “Smettila di fare l’imbecille, va la” perché a uno così che vuoi dirgli?!
Scherzi a parte, ho sempre adorato e tifato per gli outsider, ovvero coloro che vogliono cantare fuori dal coro, quelli che non mollano nonostante le difficoltà che gli si parano davanti. Quindi che succede a questo matto invornito del Guzz? Al via del campionato 100cc si presenta al Circuito di Modena con un Piaggio Diesis sotto il diluvio universale, roba che ti serve un overcraft per andare a girare, come MINIMO! Ma ad Andrea non frega una beneamata fava, anzi lui è pure contento, e giustamente ci vuole provare e quindi inizia la leggenda de “il Veliero”! Un pazzo? Si, ma non serve nemmeno chiederlo!
Ma prima di osservare più nel dettaglio questo fulmine rosso e giallo, facciamo quattro chiacchere con Andrea Guzzon alias GuzzGarage. Per chi non lo conoscesse vi do un incipit di chi stiamo parlando:

Andrea Guzzon, classe 1999, nasce e cresce a Rimini e come ogni romagnolo DOC che si rispetti da tradizione è un malato per le due ruote e per i motori. Sin da ragazzino frequenta l’ambito delle corse e delle piste in genere, dal CIV poi passa agli Scooter, e nel mentre coltiva una folta community online divulgando il verbo dei 2 tempi su con nozioni tecniche, guide, restauri e montaggi sui social!
Ma di base lui è un genio, miliardario, playboy, filan… ah no, ops scusate quello è un altro…
Guzz è un pilota, un meccanico, un preparatore, è di quella razza che se non fanno il tempo sul giro non ci dormono la notte e dove finisce il pilota arriva il content creator che è la stessa bella persona genuina che traspare dai video che pubblica. Bene, dopo questa introduzione prendetevi uno snack, una bibitina, mettetevi comodi, accendete un poco di musica e buona lettura! Premetto che questo è il riassunto di una telefonata durata oltre 90 minuti, quindi molti paragrafi sono stati riassunti e riarrangiati per comprimere il tutto!
[SRD] Ciao Andrea, allora c’è tanto di cui discutere sul Diesis, ma la prima domanda che penso ci facciamo un pò tutti è PERCHÈ? Come mai questa scelta e non un Jog, o un altro mezzo magari più blasonato e sviluppato in pista?
[Guzz] Ciao Jaco, allora, fondalmentalmente il progetto del Diesis nasce per una collaborazione mia e Malossi, cioè: preparare lo scooter per la pista, portarcelo, guidarlo e stop non doveva affrontare l’intera stagione 2025. Il fatto di averci poi corso è stata una banale conseguenza, vale a dire: sentivo il bisogno dentro di me di dover fare qualcosa di nuovo, cioè, lo Zip è un mezzo super collaudato e grazie al mio sospensionista, Marco Lazzoni, dopo anni di Trofeo Malossi, sono riuscito a trovare un feeling talmente buono con il mezzo, che mi bastava poco e niente per riaggiustarlo al mio stile di guida di gara in gara. Sapevo cosa impostare, sapevo dove mettere le mani e in poco tempo riuscivamo ad essere competitivi con il resto del gruppo.
[SRD] Quindi sostanzialmente avevi bisogno di uno stimolo in più altrimenti ti annoiavi?
[Guzz] No, no, non era effettivamente noia, perché stare li davanti e battagliare per la vittoria è la cosa più lontana dalla noia che possa esistere. Dunque, come ho detto lo Zip è un mezzo collaudato da oltre 25’anni, il Diesis no. Lo stimolo è stato il gusto di riuscire a portare un nuovo mezzo in pista, svilupparlo da zero, farci esperienza e migliorarlo ad ogni uscita. Grazie sempre a Marco e a Zago, siamo arrivati ad avere un pacchetto motore e ciclistica spaventoso per essere solo alla prima esperienza. Poi va beh la stagione è andata com’è andata, tra difetti di gioventù, qualche problema tecnico, ed io che mi lancio per terra, non vedo l’ora del 2026!
[SRD] Chiunque si augura che la prossima stagione sia migliore di quella appena conclusa, ma non hai effetivamente risposto alla mia domanda, che ammetto essere troppo generica, ma, dove l’hai pescato il Diesis?
[Guzz] C’hai ragione anche te! Beh, era il 2018, ero a Pomposa, e ricordo questo pilota, Sarik Roufs, che correva nel campionato con uno scooter completamente arancione, il mio colore preferito, con i cerchi nero lucido. Andava fortissimo, sia come guida che come motore le stava dando a tutti quel giorno, persino agli ufficiali e dicevo “ma questo che cazzo di scooter è?”. In realtà, all’inizio non avevo nemmeno preso in considerazione il Diesis. Volevo solo realizzare un mezzo con ruota da 12″ e tutte le migliorie teoriche possibili che porta una ruota più grande rispetto allo Zip con il cerchio da 10″. Poi però mi è venuta l’idea di andare a vedere se quello scooter sconosciuto fosse un ruota 12 e effettivamente lo è… ed eccoci al Diesis!
[SRD] Era destino che quel giorno fossi li a guardare!
[Guzz] Decisamente…
…Da qui la nostra chiaccherata arriva a durare più di un’ora e mezza, di cui la metà a sparar minchiate, e l’altra metà a raccontarmi ogni dettaglio del progetto, le varie scelte, quelle sbagliate, quelle giuste, insomma è stata una bellissima chiaccherata e ringrazio ancora Andrea per avermi concesso del tempo per la realizzazione di questo pezzo. Quindi congedo il buon Guzz che giustamente ha pure gli affari suoi da fare e vado avanti a buttare giù le svariate righe che comporranno questo articolo. Quindi ci catapultiamo a conoscere tutti i vari “segreti” de “Il Veliero” o DieZiZ per gli amici più intimi!

Inutile dire che la maggior parte delle componenti sono di casa Malossi, quindi quando non citerò un marchio capirete da soli che è della casa Bolognese, anche se so già che qualche volta mi scapperà di mano.
Partiamo con le fondamenta di questo mezzo da trofeo, i carter, troviamo dei “classici” MHR RC-One 100 dedicati per alberi corsa 47mm e biella 100mm, quindi già pronto montaggio per la termica MHR 100cc flangiata. I carter internamente sono un segreto, che Andrea custodisce gelosamente e non ci scuce nonostante l’offerta di una piada col crudo. All’interno dei carter sui cuscinetti scorre un albero motore MHR Team, biella 100 con spinotto ⌀14 e corsa 47mm senza millerighe. Sulla biella vi è montato un pistone ⌀52 che scorre all’interno del famigerato MHR 100cc FL, preparato da Zago Racing, di questa termica abbiamo più versioni con fasature riviste che vengono intercambiate in base alle necessità di Andrea.

Dopo il traversino dello scarico veniamo catapultati a tutta velocità ad ascoltare la sinfonia metallica dello scarico dedicato Scooter Racing MHR Rc-One 100cc o più comunemente chiamata MHR Team 3. A far compagnia allo scarico troviamo la “biondona”, l’accensione a rotore Selettra MHR Team 2 con centralina Digitronic dedicata con mappe intercambiabili.

Sopra l’albero motore troviamo l’alimentazione sempre da regolamento per la categoria 100cc, quindi composta da: Filtro Aria E16 montato su di un carburatore Dell’Orto VHSH 30, collettore MHR Bonneville X360 che poggia su di un pacco lamellare MHR Team VL18.

Il reparto trasmissione è il complessivo MHR, composto anteriormente dal variatore MHR Team 2 a grasso, le pulegge posteriori sono le soprannominate “Furia Rossa” da 134mm, sopra di esse troviamo una frizione Delta Clutch con campana Wing Clutch Bell MHR, per quanto riguarda il reparto finale, vale a dire la rapportatura, Guzz si ricuce la bocca, facendoci intendere che anche qui c’è qualche segretuccio, nulla che caschi fuori dal regolamento ufficiale, ma preferisce mantenere questa informazione li dove sta, nascosta all’interno del copri rapporti MHR.

Se pensavate che il blocco motore fosse la parte più interessante, vi sbagliate, le soluzioni addottate su questo Piaggio Diesis per quanto riguarda il comparto della ciclistica e del raffreddamento sono veramente interessanti, ma la necessità e il dover sottostare ai limiti regolamentari danno vita a delle soluzioni fuori di testa. Andando a scoperchiare il Diesis come il vaso di pandora, dobbiamo rimuovere interamente le carenature che non sono quelle originali, ma delle repliche stampate ad hoc in vetroresina da CarbonItaly, quindi decisamente più leggere rispetto alla controparte in plastica.
Rimossa la carena anteriore troviamo un radiatore completamente fatto su misura per il mezzo, Andrea ha creato una dima in cartone aggiustandola di volta in volta per riempire ogni millimetro utile per raffreddare quel motore indiavolato. Una volta ottenute le misure che servivano, è passato al pc ha ricreato il radiatore in 3D con tutte le quote, stampato il progetto e inviato a RC Racing che si sono occupati di realizzare il radiatore su misura.

Abbinati al radiatore troviamo una serie di tubi in alluminio realizzati su misura da Berna (uno dei miei soci nella creazione dello Scooter Racing Day, dovevo dirlo non rompete) in compagnia con tubi e raccordi siliconici di varie inclinazioni. A gestire elettronicamente il raffreddamento troviamo montata sotto la pedana una Energy Pump con relativo regolatore Heat Master Controller di Malossi posto nel sottosella.

La parte più interessante a mio avviso è la ciclistica, alcuni possono pensare che sia un plug & play, ma non possono nemmeno immaginarsi il lavoro svolto sotto questo aspetto. La forcella Paoli F37R di Malossi è di derivazione Piaggio/Gilera, arriva dal cugino Runner 50cc, ad essa troviamo abbinato un cerchio anteriore di un JOG, eh si doveva esserci un pò di Yamaha in tutto questo piaggio…

In abbinamento al cerchio abbiamo un freno a disco Whoop Disc da 250mm addentato da una Pinza RPM con pastiglie e componenti interni Stage6, il tutto è attuato da una pompa freno al CNC by Abe.

Il manubrio è di derivazione Piaggio ZIP SP MKI sul cupolino troviamo una strumentazione AIM Mychron5-S 2T, protetta da un guscio stampato in 3d da Mac3dLab. Il Gas viene gestito da un acceleratore rapido domino mentre sulla sinistra del manubrio abbiamo la classica pulsantiera per spegnere il mezzo e per attivare il faro posteriore in caso di qualifiche o gara bagnata. Tutta la parte elettronica viene alimentata da una batteria posta nel sottosella, insieme al controller per la pompa e alla centralina Malossi. (Che avete già visto nello scatto precedente)

L’ammortizzatore posteriore è follia pura, dunque, anche qui mamma Malossi e babbo Paioli non creano una sospensione su misura per il Diesis, e mi pare normale visto che l’unico che hanno venduto è stato in Olanda, e gli altri rimasti in Italia se li sono presi Guzz e un certo Lorenzo. Comunque se mamma e babbo non fanno ciclistica, ci pensa Marco “Frankenstein” Lazzoni, il quale ha praticamente preso tre ammortizzatori posteriori RS24/10R di diversi mezzi: Italjet Dragster, Zip SP e un’altro che nemmeno Andrea ha capito da dove arrivi, e ha creato un RS24/10R urlando “SI PUO’ FAREEE” cit. Tutto questo perché: Il Diesis ha l’attacco inferiore al blocco motore tipo Piaggio, superiormente invece adotta la soluzione di Aprilia, vale a dire la tipica boccola minarelli, rispetto alla vite passante come sugli Zip e buona parte dei piaggio in genere.

Qualcuno, tipo me potrebbe dire:
“Ma Andrea, montare un ammortizzatore Aprilia SR Factory non andava bene?“ a questa domanda è arrivato un NO talmente secco che un due di picche avrebbe fatto meno male. La risposta è stata: “No, Jaco, l‘interasse tra telaio e blocco motore è nettamente diverso, quindi utilizzando il motorino in campionato la sospensione va regolata di volta in volta, di pista in pista, di conseguenza serve un range di altezza minima e massima per poter regolare l’assetto posteriore, montando un ammortizzatore Aprila con un interasse maggiore da quello che ci serviva, avrei un mezzo completamente inguidabile.” Ecco perché è stata intrapresa la strada più difficile ma che alla fine dei giochi si è rivelata vincente. A concludere la ciclistica ci mancano un complessivo freni a ganascia sul posteriore che mordono l’interno di un cerchio posteriore originale Diesis con canale da 3″ nonostante siano state fatte prove con cerchi più larghi e a disco la soluzione al momento che ha funzionato meglio è stato appunto il cerchio a ganasce originale.

Ultima chicchetta prima di terminare, il telaietto per il blocco motore è stato fatto anche lui su misura in quanto non è prodotto da Malossi.
Che dire riassumere un’ora e mezza di telefonata è stata dura e infatti potrei ancora scrivere roba tra un aneddoto e l’altro. Aggiungo solo che questo è uno di quei progetti che vanno ammirati, non tanto perché c’è il grosso supporto di una casa madre come Malossi, che per carità aiuta moltissimo ed è apprezzabilissimo e sia chiaro che non sto sminuendo questo fattore, tutt’altro. Ma vanno ammirati perché c’è uno studio talmente ampio dietro le quinte che ci sono persone che hanno perso intere nottate per trovare soluzioni a ogni problema e difficoltà che gli si è presentata. Senza contare i mesi di test. Guzz per prepararsi al campionato e tra una tappa e l’altra, ha percorso centinaia di kilometri su sessioni lunghe in pista, sia per allenarsi, sia per affinare la guida con un mezzo che pesa ben 10kg in più rispetto agli zip, il quale richiede una guida del tutto diversa in quanto il Diesis ha una ergonomia tutta sua. Indomabile in partenza, scattoso nei cambi di direzione, imprevedibile in curva e tutto questo cercando di lottare in mezzo ad uno sciame di ruote da 10″ che corrono con il coltello tra i denti, contro PILOTI con la P maiuscola, di cui molti sono veterani nel mondo delle corse.
Ed è semplicemente esaltante!

Ringrazio ancora Andrea per l’immensa disponibilità, vi ricordo che qui alla fine troverete una Gallery ricolma di fotografie, dettagli e che potete inviarci una vostra richiesta per poter partecipare allo scooter del mese alla nostra mail che trovate nella sezione CONTATTI. E ricordate non deve essere un missile terra aria per poter essere sfoggiato su queste pagine, quello che conta è la passione che ci mettete nel raccontarcelo e dalle belle foto che ci inverete!
Se desiderate seguire il buon Guzz nelle sue mirabolanti imprese, potete seguirlo sul suo canale di YouTube e su Instagram.
Tutte le foto sono state scattate da PhotoPelu, oltretutto il buon Luca è stato il nostro fotografo anche durante la prima giornata dello Scooter Racing Day e ha immortalato per tutti momenti indimenticabili in una cornice fotografica fantastica.
Per il resto noi ragazzi ci becchiamo ad un prossimo articolo e condividetelo anche con i sassi!



















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