Scooter del mese…

…ma quanto contento che sono nel poter riscrivere queste tre semplicissime parole, che però hanno tanto dietro al loro significato.
Per i meno navigati e i più giovini, due decadi fa e poco più su uno dei vecchi portali online del settore come Scooter-Racing, vi era una sezione dedicata in homepage, separata dal forum, dove ogni utente caricava la scheda tecnica del suo scooter, le foto e lo descriveva, poi gli utenti in base ai commenti e alle visite davano popolarità al mezzo e al proprietario, così si organizzava un piccolo articolo di approfondimento dove lo scooter veniva raccontato nella sua interezza. Cosa che poi ho riproposto nel vecchio blog di Scooter Racing Shop e non posso esimermi nel farlo anche qui e direi che questa volta voglio iniziare col botto, ma non con un mezzo che fa velocità folli, con una termica fuori dal comune, o con dei carter fusi nella lava dell’etna. No, niente di tutto questo.

Ma prendetevi una bibita, dei popcorn, mettetevi un poco di musica e iniziamo!

Se c’è qualcosa che mi ha colpito di questo mezzo non è tanto l’elaborazione, l’estetica, la cura certosina della ricerca del dettaglio, ma il suo pilota e proprietario, Andrea, un giovane appassionato figlio d’arte di un papà con la stessa passione per i motori, sia per le due ruote che per le quattro ruote. I suoi mezzi, il Piaggio Ciao, questo Phantom e anche un bellissimo KTM 125cc, sono l’esatto contrario della sua personalità: egocentrici, esteticamente esuberanti e belli cattivi tecnicamente.

Andrea di contrasto è un ragazzo simpaticissimo, tranquillo, alla mano, ma quando accende uno dei suoi mezzi e ci piazza il suo deretano sulla sella cambia totalmente registro! È un normalissimo ragazzo di Bolzano che ama i motori, e lo si vede per come tratta in modo maniacale il suo fido compagno da oramai due anni per poterlo guidare per le strade del capoluogo Alto Atesino, ma questo giovine fanciullo ha un grosso “difetto“, odia consumare la ruota anteriore del suo mezzo. È pur vero che siamo nell’epoca della sostenibilità, ed è più sostenibile consumare solo una gomma anziché due, no?

Questo è un Malaguti Phantom F12 di prima generazione raffreddato a liquido, quello con la parte posteriore della pedana più stretta. Lo scooter è arrivato tra le mani di Andrea e suo padre, come mezzo che doveva essere demolito, ma facendo parte ancora di quel segmento a libretto piccolo, i due anziché demolirlo, lo hanno controllato e poco dopo deciso di dargli una nuova vita restaurandolo mantenendolo originale, ma questa fase è durata poco meno di in un estate… Infatti poco dopo il primo restauro iniziano i primi lavori, le prime modifiche, e per chi conosce noi matti scabinati, sa che ogni modifica non è mai l’ultima. Così decide di elaborare il suo F12 e sotto consiglio del buon Cristian*, opta per un’elaborazione della casa Tedesca.
*(Cris è un losco figuro che lavora per il padre che possedeva, anzi possiede ancora un certo Phantom Verde Kawasaki completamente kittato Stage6 R/T )
Chi sa come mai si è optato per Stage6…
Ma osserviamo questo mostriciattolo più da vicino:

La primissima cosa che attira l’occhio è sicuramente la livrea e l’accostamento arancione Stage6 con un grigio pastello, parzialmente coperto da questo wrap fatto su misura di RoseDesign e da collega grafico che sono, ho mosso qualche piccola critichina ad Andrea (niente di che sia chiaro), ma nel complesso è un buon lavoro fatto su di un mezzo che di base per le forme e le linee che possiede è un incubo da wrappare. Quindi Chapeau Rose, gran bel lavoro!

Rimanendo sul piano estetico, sono contentissimo che il nostro giovane Bolzanino non abbia optato per cambiare il manubrio con un naked, ma abbia scelto di lasciare il manubrio originale con la sua strumentazione di serie con una piccola aggiunta di un display Koso (temperatura e giri motore) montato a valle del tachimetro in modo certosino, sembra uscito di serie così, i devioluci e acceleratore sono quelli di serie, impreziositi con manopole Domino in tinta arancio e nero.

Scendendo con lo sguardo nella parte anteriore troviamo uno scudo modificato con la classica presa aria Aerox/Nitro con una in retina tinta dello stesso arancione dei cerchi, delle goccie laterali e del cupolino centrale. Inoltre troviamo un set di fari lenticolari con profilo a led angel eye rgb.

Ora passiamo alla ciclistica, in foto vedete gli steli originali, ma giusto un paio di giorni prima dello shooting sono arrivati dei succulenti steli forcella, Stage6 R/T di ultima generazione, quelli regolabili con la bomboletta di espansione sul piedino. Regia una fotografia grazie:

Essendo specifici per Yamaha/Aerox sono steli da 30mm, mentre il Phantom monta steli più generosi come diametro, precisamente da 32mm, quindi vanno callettati con delle boccole su misura ed è in arrivo anche il perno ruota specifico che anche qui è da 12mm rispetto ai tradizionali 10mm Yamaha e per non farci mancare nulla, anche un piantone forcella dedicato. Il tutto andrà accoppiato ad un impianto freno di prima categoria già presente. Sempre della casa tedesca, abbiamo un disco freno flottante, forato e baffato ed una pinza a 4 pistoncini nera. Ad aggiungere una puntina di tocco artistico e personale, il parafango anteriore è stato sostituito con quello del modello del 2006 che è lievemente diverso da quello del prima serie.

Facendo un salto carpiato all’indietro ci catapultiamo sul posteriore e anche qui abbiamo dettagli in abbondanza. Nel codone troviamo nascosto dalla classica retina orizzontale un faro a led rosso e terminando la ciclistica abbiamo un ammortizzatore RPG Replica dello Stage6 R/T Replica, sostanzialmente è la stessa sospensione semplicemente con un marchio differente. Ad ogni modo, alla sua destra troviamo un altro disco freno Stage baffato e forato con abbinata la medesima pinza R/T Nera riadattata al carter motore con un supporto pinza dedicato.

Finalmente arriviamo alla parte interessante del progetto e che forse tutti aspettavate: Il blocco motore. Dunque, non aspettatevi un motore da trofeo, ne ha patite tante prima di arrivare ai livelli di oggi, infatti Andrea non riusciva a far performare come avrebbe voluto e dovuto quel motore e ha deciso di chiamare l’artiglieria pesante. Chi ci ha messo le mani, è una mia vecchia conoscenza dei tempi che furono: nome in codice Buso Garage alias di Thomas Busetto, veneto D.O.P. (usate l’acronimo che preferite) con il pallino dei motori 2 tempi che vanno forte, ma forte, di brutto, brutto, brutto (cit.)

Partiamo dai carter, nulla di fantascientifico, tutto stock tranne per una leggera raccordatura tra cilindro e carter stessi. Altro non è stato toccato, fortunatamente, non serve dare volumetria quando non serve. La termica scelta per la preparazione è l’intramontabile Stage6 Racing MKII un ottimo compromesso tra prestazioni e affidabilità, un concorrente al classico TPR di casa Top Performance. Quindi alesaggio 47,6mm corsa 39,2mm con un pistone guidato da un altro componente evergreen, un albero motore Malossi RHQ, versione con corsa standard, biella 80mm e spinotto 12mm. A dar da mangiare al motore sopra all’albero abbiamo un pacco lamellare Malossi VL14, abbinato ad un collettore originale e un carburatore Dell’Orto PHBG 21 con miscelatore, scelta azzardata, azzardatissima a mio avviso, non dico che non funziona ma diciamo che siamo al limite per esperienza. Per terminare l’alimentazione inizialmente si era optato per un più discreto filtro originale, ma il motore vuole respirare tanta aria quindi dal box si è passati ad un filtro e14 di Malossi.

Senza contare che poi il buon Andrea decide anche di andare a montare un’accensione a rotore interno PVL di Polini, quindi è più efficacie e sicuro eliminare il miscelatore e fare la miscela manualmente, ma sono scelte di comodità. L’accensione PVL muove una pompa maggiorata per il liquido di raffreddamento SSP, questa è una chicca più vecchia di Andrea.

A dar voce al motore, inizialmente avevano optato per uno scarico Yasuni C21, un ottima marmitta ad espansione ma a quanto pare non permetteva al motore di distendersi come avrebbe dovuto in velocità massima, infatti durante lo sviluppo da Buso, si è passati ad uno scarico per Semitrofeo by Team Ar.Co con silenziatore nero, infatti l’erogazione è cambiata dal giorno alla notte.

Parlando di erogazione, chi ci aiuta a scaricare tutti i cavallucci di questo F12 è un reparto trasmissione che possiamo definire “intermedio”, e citando Buso,”restiamo umili perché siamo alla canna del GAS” con il suo immancabile aplomb Veneto.

Qui le cose potrebbero risultare poco interessanti, ma sotto al copricarter Malossi è qui che è stato fatto il grosso dello sviluppo di questo blocco motore. Il settings della trasmissione è stato affinato con settimane di test sul kilometro con partenza da fermi, e per riuscire a trovare la quadra con un complessivo trasmissione, con misure originali ad oggi è quasi più complesso rispetto alle trasmissioni over range su cui siamo più abituati a lavorare, non dico che sia più semplice, anzi, ma si hanno più riferimenti e trovare una taratura base da cui partire e avere più indicazioni è più semplice.
All’anteriore troviamo un variatore Malossi Multivar 2000 con rulli da 3,8grammi e ventolino sempre di casa Malossi. Al posteriore, abbiamo una semipuleggia Malossi, stessa misura del correttore di serie ma con delle piste di scorrimento più aggressive rispetto all’originale Yamaha/Minarelli, su di essi troviamo un comparto frizione Malossi Delta Clutch con campana Stage6 CNC da 433gr. La campana muove una serie di rapporti primari Malossi 13/44 e secondari Polini 14/41 questo set di ingranaggi è stato chiuso con il copri rapporti Polini Evolution.

Ora abbiamo terminato la parte tecnica, potrei andare avanti a spulciare ogni singola foto che ho di questo mezzo che è superconosciuto nella nostra penisola, infatti Andrea oltre a guidare il suo F12 gli piace condividere con il popolo dei social le sue scorrazzate in giro per la provincia Bolzanina in compagnia dei suoi amici, che non dico di aver conosciuto, ma mentre scattavo le foto ho osservato e apprezzato molto vedere ragazzi che si godono la libertà di uno scooter o di una moto 2 tempi. E permettetemi di dire “Siete merce rara oggi giorno, coltivate questa passione più che potete e credetemi dalla mia veneranda età è una passione che non ti molla più, ed è SANA!” Comunque se già non lo fate potete andare a seguire questo folle impennatore qui sul suo profilo instagram -> andrea_battisti001 ha pure TikTok e YouTube!
E non pensate che sia finita qui… [Spoiler perdonami Andre] questo Phantom F12, verrà portato in pista per la prossima stagione, ed è il posto che più gli spetta, per cui amici di Scooter Racing è probabile che rivedrete questo scooter con una nuova veste, delle nuove gomme slick, e chi lo sa magari anche una preparazione più generosa. Io intanto ringrazio Andrea per la disponibilità e voi che vi siete letti questo articolo.

Qui sotto trovate tutta la lista delle componenti che monta questo F12 “STRADALE” e una scarrellata di fotografie nella sua interezza.
Vi ricordo che potete inviarci una vostra richiesta per poter partecipare allo scooter del mese alla nostra mail che trovate nella sezione CONTATTI. E ricordate non deve essere un missile terra aria per poter essere sfoggiato su queste pagine, quello che conta è la passione che ci mettete nel raccontarcelo e dalle belle foto che ci inverete!

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