Un caloroso bentornato a tutti voi, purtroppo è arrivata la brutta stagione ma essa porta sempre quel periodo di “stasi” di preparazione alla stagione successiva e non si vede l’ora di arrivare a Marzo per infilarsi la tuta e iniziare a sfrecciare sul nostro mezzo a due ruote. Il natale è alle porte e quale miglior modo di mettersi li e rilassarsi leggendo qualche riga di un articoletto.

Ho visto che gli articoli precedenti dello scooter del mese vi sono piaciuti un sacco. Oggi vorrei fare un mix dei due elementi che contraddistinguono i due articoli già pubblicati, un mezzo nato in garage per passione e un mezzo sviluppato per la pista, quindi farvi conoscere il mio brutto anatroccolo preferito dell’ultimo periodo. Ora alcuni di voi l’hanno sicuramente visto nella pagina del Custom Show, ma effettivamente, ho usato la scusa del Custom Show per scattare le foto che vedrete in seguito. Premetto di dirvi che Salvatore Montano, il proprietario di questo Aprilia SR Factory è un mio carissimo amico ancora dai tempi di Scooter Racing Shop e che sto scrivendo queste righe senza che lui lo sappia…

“Scusa Sal…” no non è vero non mi scuso per niente.

Oggi niente intro lunghe andiamo subito al sodo, perché siamo in mega ritardo con la pubblicazione di qualsiasi cosa, ma andare a baciare i pavimenti in piena notte vi assicuro che non è una bella esperienza. Quindi armatevi di una seduta comoda, prendetevi uno snack, accendete della buona musica, rilassatevi e iniziamo. (per la musica vi consiglierei questo mix breve che secondo me si adatta benissimo: https://www.youtube.com/watch?v=5eDxz3cLyHw)

Questo SR ha la storia di tanti: nato come mezzo per il trasporto giornaliero su strada, trasformato poi in maniera radicale per fendere i cordoli di autodromi e kartodromi di tutta Italia. Salvatore inizia lo sviluppo di questo SR decisamente molti anni fa e continua tutt’oggi. La sua idea è rendere competitivo uno scooter che di base non lo è, né è mai stato concepito per fare le corse. Mi spiego meglio.
L’SR Factory è uno scooter con un telaio molto pesante, cerchi da 13 pollici, interasse ruote lungo, una quantità di carene e “puttanate” che ne aumentano il peso a dismisura. Per non parlare di un telaio totalmente inadatto per la guida in pista. È come prendere una portaerei e cercare di farle fare le curve come se fosse un acquascooter. Capite l’antifona, no?.
Ma Salvatore non lo sa, o meglio lo sa ma fa finta di non saperlo, vede del potenziale in quel barcone a due ruote. NON SO DOVE L’ABBIA VISTO, ma forse ha scambiato il potenziale per una gomma da masticare pestata mentre camminava per il paddock… Non ne ho idea, ma si sa, siamo tutti un po’ matti e crediamo nelle scelte impossibili. Sal desidera una lama da pista e vuole che quel pachiderma di un SR faccia le curve, le faccia forte e gli trasmetta le giuste sensazioni.

Quindi più di 10’anni fa, monta su un Malossi MHR sei travasi con tutto il contorno per divertirsi, gomme slick e cerchi da 12″, dei freni decenti e va in pista. Il risultato? Il disastro del Titanic è stato meno DISASTROSO. Un fallimento sotto ogni punto di vista. Dalle ruote al manubrio e al “culo” non si percepiva nulla. Zero feeling. Il telaio fletteva nella peggiore maniera, in curva era goffo da morire e in staccata era una sfilata di santi e apostoli che facevano la hola a bordo pista. Fortunatamente il nostro amico non è uno sprovveduto in materia, frequenta già da anni l’ambiente delle piste, ha corso sia su asfalto che sullo sterrato, sa che tipo di feeling cerca e capisce che “qualquadra non cosa” e che quell’SR ha bisogno delle giuste attenzioni, anche solo per fare delle semplici curve.

Poco dopo quella prima brutta esperienza in pista, porta il motorino a telaio e si affida a un suo caro amico, ingegnere esperto di telai. È da qui che parte il reale sviluppo di questo Aprilia SR Factory che di andare forte e in curva non ne voleva proprio sapere. Inizialmente viene preparata una dima su un banco a zero e si scopre che il telaio fletteva in svariati punti, in quanto si era crepato in diverse zone e a livello strutturale erano cedute alcune saldature di fabbrica. Queste vengono sistemate chirurgicamente e si passa poi alla preparazione del telaio per la pista. Purtroppo al tempo questa fase non è stata documentata, ma osservando di persona il mezzo su alcuni punti scoperti dalle carene si notano interventi importanti a livello telaistico. Nello specifico: il telaio è stato disassemblato e ricostruito nella parte anteriore, sono stati rimossi supporti inutili che generavano peso superfluo, eliminate parti strutturali piene e sostituite con parti analoghe ma vuote in acciaio di primissima qualità. Sono stati aggiunti rinforzi, riviste le saldature nei punti critici. Grazie a Ciano Motorsport, sono state realizzate e applicate due barre anti torsione tra il canotto di sterzo e l’alloggiamento del telaietto del blocco motore, il tutto su uniball regolabili. Solo questo intervento ha richiesto quasi due anni di lavoro e studio, chiaramente nel tempo libero e nei weekend. L’ultimo tocco alla parte telaistica di questo SR Factory tutto pepe, è stato dato da Mauro Saggiorato che ha confezionato un telaietto reggi blocco su misura per Salvatore, questo è uno di quei tanti tasselli che hanno completamente cambiato l’atteggiamento di questo mezzo in curva.

Dopo questi due anni si ritorna in pista con lo stesso setup della volta precedente, e finalmente il motorino risponde come dovrebbe, non è che sia diventato una freccia, tutt’altro, ma almeno da questo punto iniziale si sono notate le vere lacune che possedeva, la frenata era pessima, i cerchi da 12″ avevano un canale troppo largo, il retro treno saltellava e l’inserimento in curva non era per nulla incisivo. Quindi che si fa? Via la ciclistica e trapiantane una nuova.

Le scelte per questo SR sono state abbastanza difficoltose, in quanto in quel periodo nessuno sviluppava ciclistica plug & play, e ancora oggi si trova gran poco, quindi come dice la legge del “se non esiste si adatta” Salvatore si è dovuto arrangiare praticamente per tutto e qui entra in campo un asso di quadri, il buon DiMa altra mia conoscenza dei tempi che furono. Ma andiamo per gradi, all’anteriore troviamo un set di steli forcella Malossi-Paioli F32S preparate da DimaRacingTeam di derivazione Gilera Runner, anche per il canotto di sterzo e per la piastra forcella si è dovuto adattare praticamente tutto ex novo. Parlando di “adattamenti” anche qui si è optato per adattare un cerchio da 12″ con canale da 2,5″ VMC di derivazione PitBike abbinato ad un disco freno realizzato su misura da Mauro Saggiorato di WMFactory da 220mm non flottante, il tutto addentato da una pinza freno 8.1 Hurricane comandata da una pompa assiale MC-11 sempre di casa 8.1.

Poco sopra il comparto ciclistica anteriore, nascosto dall’ingombrante e parecchio traforato muso Aprilia, troviamo un radiatore Malossi per Zip SP, adattato tra scarpate e bestemmie per raffreddare i bollenti spiriti del gruppo termico. Lo spazio, anche se sembra enorme, è in realtà molto risicato.

Alzando ancora lo sguardo troviamo il manubrio originale, sul quale è stata trapiantata una strumentazione AiM MyChron 2T con GPS e doppia sonda di temperatura. Al di sotto della strumentazione sono presenti tre leve di comando per l’impianto elettrico che dà vita a ogni ammennicolo elettronico montato sulla bestiolina di Noale. A sinistra troviamo uno stacca massa a pulsante e la seconda pompa freno MC 11, sempre di casa 8.1. Ai lati del manubrio spiccano dei para leva CNC in stile carbon look e, infine, un comando del gas rapido.

Proseguendo sulla parte posteriore troviamo un ammortizzatore RS24 10 preparato da Dima Racing, abbinato a una pinza New Era 8.1 con relativo supporto di adattamento al carter Piaggio. La pinza morde un disco freno a margherita di diametro originale. In accoppiata al mozzo di adattamento Piaggio Minarelli, realizzato su misura da Salvatore, troviamo un cerchio posteriore FP by Frisoni da 12 pollici con canale da 3″ e pneumatico PMT Soft.

Fin qui tutto “normale” direte voi, ma all’interno di quella scatola rapporti si nasconde una bellissima chicca, il buon Dima insieme a Salvatore mentre stanno ideando la preparazione complessiva del blocco optano per modificare totalmente tutta la sezione originale del carter rapporti, gli ingranaggi e le sedi cuscinetti, altro non mi è dato sapere, sta di fatto che quando mi sono avvicinato e mosso l’asse ruota posteriore, per montare la cinghia della trasmissione muovendo la campana ho sentito una scorrevolezza che decisamente non è di casa piaggio, chi sa che diavoleria si sono inventati. Ad ogni modo andiamo a scoperchiare il carter lato trasmissione. Qui troviamo un complessivo trasmissione completo Malossi, con correttore di coppia MHR Aluminium o se preferite Furia Rossa da ø134mm. Collegata ai rapporti abbiamo una campana frizione alettata wing clutch da 107mm che abbraccia una frizione Polini 3g Evolution.

All’anteriore invece troviamo il variatore MHR Team 2 a grasso accoppiato al suo ventolino.

Ma da cosa viene trainata questa trasmissione? Ma dal leggendario Malossi MHR Team 7 travasi e relativo albero motore MHR Team Corsa Standard Biella 85mm, un kit motore che ha fatto la storia delle componenti consumer per oltre una decade sui campi di gara, il motore è stock come mamma Malossi l’ha fatto, sono state solo stati ripuliti travasi e scarico dalle bavettine di fusione e basta.

Mentre chi da voce a questo motore troviamo uno scarico fatto su misura da TR Exhaust, montato su di un Torsen WD, dalla foto notate una strana sagoma sulla pancia dello scarico. Beh è semplicemente para marmitta in carbonio, semplice e funzionale allo scopo. Poco più in là, nascosta sotto il paramotore troviamo l’accensione Malossi MHR Team 2 con relativo piattello di appesantimento.

Ad alimentare questo ben di dio Malossiano troviamo un set di alimentazione composta da: Filtro Aria Polini, carburatore CP24 sempre di Polini, collettore dritto con relativo pacco lamellare Malossi VL13 e guidaflussi raccordato.


Pensate che l’articolo sia finito? Assolutamente no. Anche perché vorrei analizzare con voi tutti quello che avete visto finora. La nascita della versione pistaiola di questo SR è nata più di 10’anni fà, tra le varie modifiche che un giovane si può permettere lavoricchiando di tanto in tanto e crescendo il tempo è sempre meno, soprattutto con il lavoro di Salvatore che lo porta spesso fuori all’estero anche per svariati mesi, andare a girare di tanto in tanto in Kartodromo ti da un certo riferimento ma confrontarsi con altri mezzi, come allo scooter racing day di maggio, li ha mostrato che c’è decisamente margine di miglioramento, in più avendo passato un’intera giornata in pista ad Ala tra accorgimenti vari siamo riusciti a limare dal cronometro OLTRE 16 secondi dai tempi della mattina. Nonostante Salvatore stesse tirando il collo all’SR era palese che qualcosa non andasse, per cui abbiamo passato la mattinata ad aggiustare la carburazione, il settings della trasmissione e il settaggio dell’ammortizzatore posteriore che non collaborava inizialmente. Nei turni successivi al mezzogiorno Salvatore ha iniziato ad acquisire più confidenza con il nuovo layout della pista di Ala e con il settaggio del mezzo. Questo per farvi capire quanto si ha bisogno di usarlo per prenderci confidenza e l’aiuto che qualcuno dall’esterno ti guarda girare ogni turno, ti fotografa e filma mentre curvi. Ora ho detto 16 secondi, che in pista sono un’infinità di tempo ed effettivamente lo è, in quanto il mio buon amico Montano purtroppo oltre ad averci speso anni nella preparazione del mezzo alla fin fine l’ha usato estremamente poco, rispetto per esempio ad un pilota che va in pista regolarmente una o due volte al mese, senza contare che sono emerse delle altre “criticità” in primis la posizione di guida, molto schiacciata, con un baricentro molto alto e poco confortevole. Infatti per la prossima stagione ci saranno degli upgrade decisamente importanti che vi riporto qui sotto.

Verrà modificata completamente l’impostazione del manubrio con un nuovo mozzo e uno sterzo rivisti per abbassare e avanzare la posizione di guida. Saranno riviste ulteriormente forcelle e mono posteriore e il blocco motore verrà sostituito con uno con più potenza, infatti si passa dal Malossi 70cc a qualcosa di più succoso creato dalle abilissime mani di una mia vecchissima conoscenza, non vi svelo altro.

Una nuova sella fatta su misura, che sia più comoda e che garantisca una posizione di guida più rilassata e magari anche più avanzata. In più l’SR verrà rimesso a dieta, questa volta andando a mettere mano a tutte le carene che da originali verranno convertite con un kit in vetroresina decisamente più leggero. Con anche una bellissima livrea tutta nuova… Lui non lo sa ma adesso si, sto realizzando al pc una grafica replica della versione MotoGP 2025! Chi sa che magari non sarà la sua prossima.

Detto questo, vorrei andare avanti a raccontarvi delle peripezie e gioie che ha provato il nostro amico elaborando e preparando nel suo garage questo mostriciattolo, ma voglio solo lasciarvi con una piccola nota a margine.

Trovo quasi poetico nel vedere quello che per noi è stato il nostro fedele compagno nelle prime scorribande da adolescenti, come ad esempio per me è stato l’Aerox, scooter con cui ci ho macinato oltre 70000 km per strada, per poi convertirlo da pista e fare una nuova esperienza con lui, modificarlo, svilupparlo, dargli una nuova vita, un nuovo scopo, anziché dimenticarmene e lasciarlo sotto di un telo. Ma vi racconterò questa storia un’altra volta.

I nuovi sviluppi di questo Aprilia SR Factory che ora fa le curve ve li riporteremo in un articolo di aggiornamento, oppure andate a trovare Salvatore sul suo profilo Instagram dove sicuramente pubblicherà qualche aggiornamento, noi per il momento abbiamo finito e come al solito vi lascio una scarrellata di fotografie nella gallery qui sotto, vi invito a commentare anche l’articolo, dato che abbiamo aperto i commenti. Dateci le vostre impressioni e nulla non mi resta che augurarvi buone feste e un buon inizio anno!

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